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Leishmaniosi nel cane: come prevenirla in estate 2026

La leishmaniosi è in espansione anche al Nord Italia. Come riconoscere i pappataci, le 3 strategie di prevenzione e cosa fare se vivi in zona a rischio.

Scritto da Fabio Gabelli 18 maggio 2026 Revisione Vet in corso
Leishmaniosi nel cane: come prevenirla in estate 2026

“Tanto qui da noi non c’è.” È quello che ci si diceva al Nord fino a 10 anni fa. Oggi, mentre scriviamo nel 2026, i casi confermati di leishmaniosi canina sono in aumento anche in Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia-Romagna.

Il responsabile è un insetto piccolo, silenzioso e ormai diffuso in praticamente tutta Italia: il pappatacio (Phlebotomus). Più caldo c’è, più si espande verso nord. E la finestra di rischio non è più solo l’estate — comincia a maggio e va avanti fino a ottobre.

In questa guida facciamo il punto su cosa sapere prima dell’estate 2026, senza allarmismi ma anche senza minimizzare.

Cos’è la leishmaniosi e perché è seria

La leishmaniosi canina è una malattia parassitaria causata dal protozoo Leishmania infantum. Il pappatacio infetto inietta il parassita con la puntura, e da lì comincia un’infezione cronica che può colpire pelle, organi interni (fegato, reni, milza) e midollo osseo.

Le cose importanti da sapere:

  • Non è contagiosa direttamente da cane a cane o da cane a umano (serve sempre il pappatacio come vettore).
  • Non si guarisce: si tiene sotto controllo. Una diagnosi precoce fa una differenza enorme sull’aspettativa di vita.
  • I sintomi possono comparire da 3 mesi a oltre 7 anni dopo la puntura. Per questo si scopre spesso “per caso” durante un esame del sangue.

Dove e quando: la mappa del rischio in Italia

Storicamente la leishmaniosi era concentrata in:

  • Tutto il Centro-Sud e isole (Sicilia, Sardegna in primis)
  • Coste tirrenica e adriatica fino a Liguria e Romagna

Negli ultimi 10 anni si è estesa stabilmente a:

  • Pianura Padana (Milano, Pavia, Cremona, Brescia, Verona, Padova)
  • Aree pre-alpine fino a 600m di altitudine
  • Zone collinari del Piemonte e dell’Oltrepò

Il pappatacio è attivo da fine aprile a fine ottobre, con picco tra giugno e settembre. Punge soprattutto al tramonto e di notte, in zone con vegetazione, vicino a stagni o canali, o intorno a vecchi muri di pietra.

I segnali da riconoscere

I sintomi sono spesso vaghi e si confondono con altre patologie. Da osservare:

  • Perdita di pelo simmetrica, soprattutto intorno agli occhi (“occhiali”), sul muso e sulle orecchie
  • Crescita anomala delle unghie (onicogrifosi) — segno classico
  • Dimagrimento non spiegabile pur mangiando regolarmente
  • Stanchezza, apatia, riduzione dell’attività
  • Lesioni cutanee che non guariscono, soprattutto sul muso
  • Sangue dal naso ricorrente
  • Aumento della sete e dell’urina (segnale renale tardivo)

Se vedi più di uno di questi segnali, soprattutto in cane che vive in zona a rischio o ha viaggiato al mare in estate, chiedi al veterinario un test sierologico specifico (IFAT, ELISA o test rapido in ambulatorio).

Le 3 strategie di prevenzione (vanno usate insieme)

Non esiste una singola misura sufficiente. La prevenzione è un sistema a 3 livelli:

1. Antiparassitari repellenti contro pappataci

Non tutti i prodotti antiparassitari proteggono dai pappataci. Quelli efficaci sono:

  • Collari a base di deltametrina (es. Scalibor) — protezione fino a 6 mesi
  • Spot-on a base di permetrina (es. Advantix) — protezione mensile
  • Combinati spot-on+collari in zone ad altissima endemia

Vanno applicati da inizio aprile a fine ottobre, senza interruzioni. La finestra anche di una sola settimana scoperta è un rischio reale.

2. Vaccinazione

Esistono vaccini contro la leishmaniosi (Letifend, CaniLeish). Non offrono protezione assoluta ma riducono significativamente la probabilità di sviluppare la malattia clinica se infettato. Vanno fatti prima dell’inizio della stagione del pappatacio (febbraio-marzo idealmente). Il primo vaccino richiede un test sierologico negativo.

3. Comportamento

  • Evita le passeggiate al tramonto e di notte durante la stagione, soprattutto in zone con vegetazione, canali, stagni
  • Tieni il cane in casa nelle ore di maggior attività dei pappataci se vivi in campagna o vicino a aree umide
  • Zanzariere fitte alle finestre (la rete normale fa passare i pappataci, sono molto più piccoli delle zanzare)

Cosa fare se vivi in zona a rischio

Se vivi in una delle aree endemiche (centro-sud, isole, Pianura Padana, coste), il piano è:

  1. Marzo-aprile: visita di controllo dal veterinario, test sierologico se non ne ha mai fatti, prima vaccinazione se indicata
  2. Aprile-ottobre: protezione antiparassitaria continua senza interruzioni
  3. Ogni 12 mesi: test sierologico annuale per intercettare un’eventuale infezione subclinica
  4. In caso di sintomi sospetti: visita immediata, non aspettare

Tenere traccia di vaccini e antiparassitari (senza dimenticare nulla)

Il problema vero della prevenzione leishmaniosi è la continuità: 7 mesi di protezione senza buchi. Una pasticca dimenticata, un collare scaduto a luglio anziché a settembre, e si crea la finestra di rischio.

Per questo nell’app DOGZN trovi la scheda medica del tuo cane dove inserisci data e tipo di antiparassitario applicato, e ricevi una notifica push automatica 14 giorni prima della scadenza. Stessa cosa per il vaccino annuale.

Funziona così:

  • Inserisci il prodotto (Scalibor, Advantix, vaccino)
  • L’app calcola la data di scadenza in base alla durata del prodotto
  • Reminder push 14 giorni prima → prenoti la sostituzione/richiamo
  • Storico esportabile in PDF da mostrare al veterinario

In sintesi

  • La leishmaniosi non è più solo un problema del Sud: tocca anche Nord Italia, Pianura Padana inclusa.
  • Stagione di rischio: maggio-ottobre, con picco giugno-settembre.
  • Prevenzione = antiparassitari repellenti + vaccino (in zone endemiche) + comportamento serale.
  • La differenza tra un cane sano e uno malato spesso è la continuità della copertura: nessuna finestra scoperta tra aprile e ottobre.

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Disclaimer: Questo articolo ha scopo informativo. Il piano di prevenzione e l’eventuale terapia per la leishmaniosi vanno sempre concordati con il veterinario di fiducia, che valuterà la zona di residenza, lo stile di vita e lo stato di salute del singolo cane.

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Fabio Gabelli

Team DOGZN