Zecche nel cane: il picco autunnale che nessuno si aspetta
Le zecche non spariscono a settembre: l'autunno è il secondo picco dell'anno. Come rimuoverle bene, quali malattie trasmettono e come proteggere il cane fino a novembre.
C’è una convinzione diffusa e sbagliata: che le zecche siano un problema d’estate e che a settembre, con le prime piogge, il pericolo passi. È il contrario. In gran parte d’Italia l’attività delle zecche ha due picchi, primavera e autunno, e quello autunnale è spesso il più intenso dei due.
Il motivo è meteorologico. La zecca odia il caldo secco di luglio e agosto: si rintana nella lettiera di foglie e aspetta. Quando le temperature scendono sotto i 25 gradi e l’umidità risale, torna in attività — e trova prati, sottoboschi e argini pieni di cani che ricominciano a fare passeggiate lunghe adesso che non si muore di caldo.
Risultato: settembre e ottobre sono i mesi in cui molti dog parent smettono di trattare il cane, proprio quando servirebbe di più.
Dove si prendono davvero
Le zecche non cadono dagli alberi e non saltano. Aspettano in cima a un filo d’erba con le zampe anteriori tese — si chiama questing — e si aggrappano a quello che passa.
I posti a rischio sono quelli che frequenti di più in autunno:
- Erba alta e incolta ai bordi dei sentieri e dei campi
- Sottobosco e lettiera di foglie, l’habitat perfetto da ottobre in poi
- Argini di fiumi e canali, umidi anche in stagione secca
- Aree cani poco manutenute, soprattutto le zone perimetrali
- Il tuo giardino, se c’è un angolo di erba mai tagliata
Non serve la montagna: un parco urbano con l’erba lasciata crescere basta e avanza.
Il controllo che va fatto ogni sera
Una zecca appena attaccata è grande come un seme di sesamo. Dopo due giorni di pasto diventa un chicco grigiastro grosso come un fagiolo. La differenza tra trovarla subito e trovarla dopo tre giorni è, molto concretamente, la differenza tra nessun rischio e un rischio reale.
Il controllo va fatto al rientro da ogni passeggiata in verde, con le mani più che con gli occhi: si passa il palmo contropelo cercando piccoli rilievi duri. Le zone preferite sono quelle a pelle sottile e poco pelo:
- Orecchie, dentro e dietro il padiglione
- Collo e sottogola, sotto il collare
- Ascelle e inguine
- Tra le dita e sotto i polpastrelli
- Intorno agli occhi e al muso
- Base della coda
Su un cane a pelo nero o folto conviene usare la luce del telefono e un pettine a denti fitti.
Come si rimuove (senza peggiorare le cose)
Serve una pinzetta a punte sottili o, meglio, un levazecche a gancio da pochi euro che ogni casa con cane dovrebbe avere.
- Afferra la zecca il più vicino possibile alla pelle, prendendo la testa, non il corpo gonfio.
- Ruota con il gancio (o tira in modo lento e costante con la pinzetta) fino a farla mollare la presa.
- Non schiacciare il corpo: la compressione fa rigurgitare nel cane il contenuto dello stomaco della zecca, ed è esattamente così che passano i patogeni.
- Disinfetta la zona e lavati le mani.
- Segna sul calendario data e punto del morso: se nelle 3-6 settimane successive compaiono febbre, zoppia o apatia, quel dato serve al veterinario.
Cosa non fare mai: olio, alcol, benzina, vaselina, fiammiferi. Sono rimedi da nonni che soffocano lentamente la zecca e la fanno rigurgitare: aumentano il rischio invece di ridurlo.
Se resta il rostro conficcato nella pelle non scavare: disinfetta e lascia che l’organismo lo espella, o fallo togliere dal veterinario.
Cosa possono trasmettere
Il morso in sé è poca cosa. Il problema sono i patogeni, e in Italia i principali sono tre.
- Malattia di Lyme (borreliosi) — zoppia intermittente che cambia arto, febbre, apatia, linfonodi ingrossati. I sintomi possono comparire settimane dopo.
- Ehrlichiosi — febbre, calo delle piastrine, sanguinamenti dal naso, dimagrimento. Diffusa soprattutto al Centro-Sud.
- Babesiosi (piroplasmosi) — anemia, urine scure, forte abbattimento. Può essere grave in fretta.
Il fattore che conta di più è il tempo di attacco: nella maggior parte dei casi la trasmissione richiede ore di pasto, spesso più di 24. Ecco perché il controllo serale, banale com’è, è la misura di prevenzione più efficace che hai.
Quando chiamare il veterinario, senza aspettare: febbre, zoppia comparsa dal nulla, gengive pallide, urine scure, apatia improvvisa nelle settimane dopo un morso.
L’antiparassitario va tenuto fino a novembre
L’errore classico è sospendere il trattamento a fine estate. La regola pratica: si continua finché le temperature diurne restano sopra i 7-10 gradi, che in pianura padana significa fine novembre, e nelle zone costiere e al Sud spesso tutto l’anno.
Le opzioni — spot-on, collare, compresse masticabili mensili o trimestrali — si scelgono col veterinario in base a peso, età, presenza di bambini in casa, se il cane fa il bagno spesso e se vive con dei gatti (alcune molecole per cani sono tossiche per i gatti conviventi).
Sul giardino: erba corta, foglie raccolte, niente cataste di legna o sfalci contro il muro. Toglie alla zecca il posto dove aspettare.
Come DOGZN ti aiuta
Il problema pratico delle zecche non è saperne di più: è ricordarsi le date. Quando scade lo spot-on, quando è stato l’ultimo morso, quale prodotto stavi usando l’anno scorso.
Nella scheda medica del cane registri antiparassitari con la data di somministrazione e la scadenza, ed episodi come un morso di zecca con la data esatta: se tre settimane dopo compare una zoppia, hai la cronologia pronta per il veterinario invece di una ricostruzione a memoria. Con le passeggiate GPS resta traccia di dove siete stati davvero: quando il morso salta fuori, sapere se domenica avete camminato nell’erba alta lungo il fiume cambia le domande che il veterinario ti farà.
In sintesi
- L’autunno è il secondo picco delle zecche, spesso più intenso della primavera.
- Si prendono nell’erba alta e nella lettiera di foglie, anche in città.
- Controllo tattile ogni sera dopo le uscite nel verde: è la difesa migliore.
- Rimozione con levazecche, senza schiacciare. Mai olio, alcol o fiamme.
- La trasmissione richiede in genere ore di attacco: togliere presto = rischio basso.
- Antiparassitario fino a fine novembre, tutto l’anno al Sud e sulla costa.
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Disclaimer: questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce il parere del medico veterinario. La scelta dell’antiparassitario, la sua frequenza e qualsiasi sospetto di malattia trasmessa da zecche vanno sempre valutati dal veterinario di fiducia, che conosce il cane e la situazione epidemiologica della tua zona.
Fabio Gabelli
Team DOGZN